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Buon vento da Fabio Fiori, autore di diversi libri sull'Adriatico

00:43 May 16 2012 Rimini

Buon vento da Fabio Fiori, autore di diversi libri sull'Adriatico Buon vento da Fabio Fiori, autore di diversi libri sull'Adriatico
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in questa quasi ultima serata di campagna, in cui si annuncia mal tempo e una nottata di mare mosso, ricevo e volentieri pubblico dallo scrittore, insegnante, studioso di paesaggio, ecologia e cultura del mare; autore di diversi libri sull’Adriatico, Fabio Fiori un messaggio dedicato a tutti noi a bordo:

Buon vento, da Fabio Fiori.

La vostra rotta adriatica ha incrociato la mia, come quelle di tanti naviganti che ci hanno preceduto, a partire da Diomede, Antenore e Odisseo. Piccole o grandi, antiche o moderne, mosse da eliche, da vele o da remi, le nostre scie sono effimere, possiamo solo provare a fermarne il ricordo.
Qualcuno lo fa con gli strumenti della scienza, altri con quelli delle arti, tutti giorno dopo giorno, miglia dopo miglia scoprono che, come ha scritto Joseph Conrad, tutte le nostre “tempestose passioni ... sono trascorse come immagini riflesse in uno specchio, senza lasciare traccia sul misterioso volto del mare”. Comunque imperterriti continuiamo a navigare, anche controvento.
Del misterioso volto del mare le correnti sono imperscrutabili flussi vitali.

Se il mare differisce dalla terra innanzitutto per la sua fluidità, per la sua natura liquida, per la sua eterna mobilità, allora onde, maree e correnti, sono i caratteri distintivi per eccellenza. Mentre onde e maree sono movimenti più o meno visibili, caratteristiche esplicite, le correnti sono tratti invisibili, attributi impliciti. Lo studio delle correnti, come ci ricordano i vecchi libri marinareschi, è necessario “al marino, quanto il sapere di ciò che accelera, ritarda, o travolge il suo viaggio”.

Quando si navigava a remi o a vela e le velocità si misuravano in pochi nodi, allora le fortune del viaggio dipendevano anche dalle correnti, favorevoli o contrarie. La navigazione in determinati canali era possibile solo in certe direzioni; doppiare un capo poteva richiedere giorni, scapolare un promontorio risultare un'impresa lunga e frustrante.

Anche oggi che i motori hanno svincolato le rotte dalle correnti, queste al pari di quelle aeree rimangono uno dei principali fattori che influenzano il clima, e di conseguenza la vita nelle acque e sulle coste.
A questa regola sottostà anche il lungo e stretto Adriatico, le cui correnti hanno effetti sostanziali sul clima costiero. Qui la circolazione ha un andamento generale antiorario, ossia acque più salate a temperatura costante risalgono la costa orientale, per discendere poi lungo quella occidentale, con temperatura e salinità variabili a seconda delle stagioni. Ciò fa sì che d'estate le acque che bagnano Albania, Montenegro, Dalmazia e Istria, siano più fresche di quelle italiane, attestandosi attorno ai 20°C, anziché ai 26° C; mentre d'inverno al contrario siano decisamente più calde, rimanendo intorno ai 13° C, rispetto agli 8° C della parte settentrionale della sponda opposta.

Ancora più complessa è la descrizione dell'andamento delle salinità, ma credo basti qui ricordare che mentre sulla riva orientale del canale di Otranto entrano acque profonde mediterranee a salinità più o meno costante, intorno ai 38 grammi per litro d'acqua, su tutta la sponda occidentale la salinità è molto variabile a seconda delle volontà fluviali, oscillando da minimi invernali di 20 grammi per litro a massimi estivi, simili a quelli del resto del Mediterraneo.

Ritornando alla dimensione termica, è anche per questa invisibile azione mitigatrice che, anche a nord di Zara, le palme sono lussureggianti. Sull'isola di Lissa addirittura maturano i datteri, nelle assirtidee Cherso e Lussino le fioriture di bouganville stracaricano di colore i muri assolati d'estate, sulla costa di Fiume le agavi muoiono nella grandezza delle loro straordinarie, esotiche, fioriture, in tutte le isole dalmate i fichi seccano bene non solo sui graticci, ma anche direttamente sugli alberi.

Se lungo le coste orientali le correnti segnano in senso mediterraneo innanzitutto i tratti vegetazionali fino all'estremo settentrione, lungo quelle occidentali non riescono a stemperare la forza dei venti nordici. Ma le stesse portano verso sud grandezze e miserie del Po e degli altri fiumi alpini e appenninici.

Le acque adriatiche “verdi come i pascoli dei monti” fino all'Abruzzo, cantate da Gabriele D'Annunzio agli inizi del Novecento, sono tali perché arricchite dai sali nutritivi che i fiumi portano al mare e che le correnti distribuiscono da nord a sud. Se in questi ultimi decenni l'Adriatico italiano ha scontato gli effetti negativi della modernità in forma di mucillagini ed eutrofizzazione, antichissima e sorprendente è ancora oggi la vitalità delle acque costiere. Prati sempreverdi capaci di sfamare milioni di tonnellate di piccoli e grandi pesci, di garantire da secoli una straordinaria pescosità; una vera e propria eccezione nella rinomata povertà ittica del Mediterraneo.
In Adriatico, più in generale, le correnti permettono il rinnovo completo delle acque; una circolazione vivificante la cui intensità dipende dalle escursioni termiche stagionali, dalle fluttuazioni della salinità, dalla forza dei venti di bora e di quelli di scirocco, dall'intensità delle correnti profonde mediterranee in ingresso.

Una molteplicità di variabili interne ed esterne al bacino, che muove silenziose correnti capaci di segnare i colori e gli odori delle coste, di accentuare la spiccata dualità delle acque di un Adriatico, insieme mediterraneo e nordico, blu cristallino e verde pescoso.

Buon vento, Fabio Fiori.
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Reporter name or Institution: Fabio Fiori, scrittore

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